Cupressus sempervirens v. piramidalis
L. – 1753 (Cipresso)
Famiglia:
Cupressacee
Chioma:
Albero sempreverde, molto longevo, alto fino a 30 m- 50 m con chioma solitamente conico-piramidale allungata terminante in una punta con rami appressati eretti. tipica di questa varietà è la ramificazione fin dalla base.
Fusto:
Tronco diritto e robusto con corteccia grigio-bruna fibrosa di poco spessore e fessurata in senso longitudinale.
Il legno è discolore con durame bruno e alburno bianco-giallastro, falsi anelli dovuti al riposo estivo che la specie attua cper superare la siccità estiva.
Ha un apparato radicale solitamente a fittone ma essendo molto adattabile a vari tipi di terreno le radici si possono diffondere anche superficialmente fino a grande distanza.
Foglie:
I ramuli disposti in tutte le direzioni, sottili ed a sezione circolare o quadrangolare portano le piccole foglie ridotte a squame subtriangolari ( ottuse, di colore verde grigiastro scuro, muniti di ghiandole resinifere non essudanti sul dorso e disposte in 4 file appressate ai rametti su tutta la superficie.
Fiore:
Ha fiori disposti in strobili giallastri all’estremità dei rami.
Frutti:
Galbuli, frutti rotondi, larghi 2-3 cm, di colore verde lucente prima, bruno grigiastri a maturazione. Vengono chiamati “<i>Coccole</i>†e venivano utilizzate per usi terapeutici.
Habitat:
Albero resistente alla siccità , ma intollerante i geli prolungati pertanto lo troviamo fino a 800 m. Il <i>Cipresso Toscano</i> (oppure <i>Cipresso Nero</i>) è una conifera dal portamento colonnare e stretto. Originario del nostro paese è una specie tipica del paesaggio Toscano.
Note:
È tristemente associata ai cimiteri ed essenza rinomata in religione poiché risulta essere uno dei quattro legni con cedro, olivo e palma utilizzati per costruire la croce di Cristo. Conosciutissimo è l'impianto lungo il Viale di Bolgheri ormai divenuto patrimonio storico nazionale anche grazie a Giosuè Carducci. Pensate che il duplice filar venne completamente impiantato nel 1911 in sostituzione delle originarie piante di pioppo minacciate dalla voracità delle bufale selvatiche al pascolo. Il cipresso è stato gravemente minacciato dal 1952 da una malattia causata dal "Cancro dei cipressi" ovvero il fungo parassita <i> Seiridium cardinale </i> . Ma oggi abbiamo 4 cloni di pianta elaborati in laboratorio che ne consentano il rimpianto sostitutivo. La specie forma una simbiosi con molte varietà di funghi tra le quali <a href="SchedaFunghi.php?id=16">Calocybe buxea var. hypoxanthus</a> e <a href="SchedaFunghi.php?id=15">Battarrea phalloides</a>
Autore Scheda: Andrea Cristiano
Autore Foto: Andrea Cristiano
NOTA BENE E RACCOMANDAZIONI
Le specie vegetali riportate nelle presenti schede sono state raccolte e determinate dall’autore della scheda quale persona di esperienza e conoscenza della specie vegetale trattata. Le stesse schede vengono pubblicate ai fini divulgativi. Il Gruppo Micologico Cecinese e gli autori declinano ogni responsabilità derivante da un uso improprio delle informazioni.
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