Sezione Micologica

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Battarrea phalloides  (Dicks.) Pers.  1801
Sezione di un giovane esemplare
Sacco (Esoperidio)
Giovani esemplari
Cappello/Carpoforo: Inizialmente ipogeo racchiuso nel suo sacco(esoperidio) bianco e morbido, spesso ad uovo allungato o allargato che lacerandosi superiormente consente lo sviluppo in elevazione su uno stipite con alla sommità un cappello (capitulo) portante l'endoperidio con i residui dell'esoperidio e del terreno. L'endoperidio si lacererà per circoncisione lungo il bordo del capitulo (deiscenza) ed caderà a terra rinvenedolo sulla lettiera a modo di guscio d'uovo.
Imenoforo: Gleba disposta sul capitulo (ovvero parte inferiore del endoperidio) in sommità al gambo che diventa a maturità polvere sporale di colore bruno-ruggine fuoriuscente dall'endoperidio lacerato per l'azione del vento o per caduta gravitazionale sul terreno.
Stipite: Gambo (columella) legnoso biancastro da giovane fino a bruno ruggine negli esemplari maturi, cavo con corteccia scagliosa con squame fibrillose arricciate.Alla base resta una volva mordida e molle residuo del sacco originario.
Carne: Inesistente al cappello piochè a completa perdita delle spore resta in sommità del gambo il capitulo legnoso che sorreggeva endoperidio. Il gambo si prosciuga fino a rimanere un copro legnoso insieme al capitulo.
Ambiente: Nascita ipogea nella lettiera sotto a cipresso per poi fuoriuscire nella sua classica forma. Rinvenibile nelle stesse stazioni di crescita del periodo invernale.
Microscopia: Spore sferiche con decorazioni. Presenza di elateri già nella gleba quali componenti cellulari che facilitano il trasporto delle spore dal vento.
Deiescenza per circoncisione endoperidio
Gleba su capitulo
Spore con elateri
Commestibilità: Non commestibile.
Note: Come rivela il nome, questa specie fu descritta per la prima volta, nel 1785 da James Jacobus Dickson (micologo scozzese, 1738 – 1822) che le attribuì la denominazione di Lycoperdon phalloides. Sucessivamente, nel 1801, il botanico e micologo sudafricano Christiaan Hendrik Persoon (1761 – 1836), la introdusse nel Genere Batarrea appositamente creato in onore del naturalista e micologo italiano Giovanni Antonio Battarra (Pedrolara di Coriano, 9 giugno 1714 – Rimini, 8 novembre 1789). La specie risulta non commestibile.
Indagini Molecolari: Non effettuate
Reazioni Macrochimiche: Non effettuate
Endoperidio distaccato/capitulo spoglio
Endoperidio caduco (guscio d'uovo)
Ornamentazioni gambo
News:
Autore Scheda: Andrea Cristiano   Autore Foto: Andrea Cristiano

Nota bene e raccomandazioni
I DATI RIPORTATI NELLA PRESENTE SCHEDA DERIVANO DALLO STUDIO MACROSCOPICO E MICROSCOPICO DEL FUNGO RACCOLTO DALL’AUTORE CONSULTANDO LA LETTERATURA DI SETTORE DISPONIBILE.GLI STESSI DATI VENGONO PUBBLICATI AI FINI DIVULGATIVI ED IN PARTICOLARE PER LA COMMESTIBILITA’ CHE, RICORDIAMO, PUO’ ESSERE DICHIARATA SOLO DALL’ISPETTORATO MICOLOGICO DELLA ASL O DA MICOLOGI ISCRITTI ALL’ALBO NAZIONALE, IL GRUPPO MICOLOGICO CECINESE E GLI AUTORI DELLE MEDESIME SCHEDE DECLINANO OGNI RESPONSABILITA’ DERIVANTE DA UN INAPPROPRIATO COMPORTAMENTO DI TERZI IN MERITO AL CONSUMO DEI FUNGHI.

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