Sezione Micologica

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Amanita muscaria  (L. : Fr.) Lam.  1783
Striature sull'orlo del cappello
Particolare delle lamelle
Giovane esemplare
Cappello/Carpoforo: Inzialmente globulare, poi emisferico e gradualmente convesso, poi appianato con centro spesso depresso; colore rosso vivo, rosso arancio, rosso scuro, viscoso con tempo umido, coperto di verruche bianche piramidali, concentriche, che col tempo tendono a scomparire; orlo liscio, ma striato nel senso delle lamelle.
Imenoforo: Lamelle libere, fitte, con lamellule; di colore biancastro o giallastre.
Stipite: Bianco, slanciato, inizialmente pieno, poi cavo; ingrossato alla base in un bulbo ornamentato da cerchi concentrici di verruche; Anello collocato nella parte alta del gambo, ampio, membranoso, tipicamente a gonnella, ondulato, bianco con tonalità gialline sul bordo, striato nella parte superiore. Volva bianca, friabile, dissociata in fasce anulari concentriche che avvolgono il tratto bulboso dello stipite.
Carne: Compatta nel cappello, più fibrosa nel gambo, bianca con qualche sfumatura giallastra sotto il pileo. Senza odori particolari; Sapore dolciastro, gradevole, molto tenue.
Ambiente: Questo ritrovamento è stato effettuato sulla cima del poggio di Montieri -Gr- intorno ai 1000 metri s.l.m in un bosco con prevalenza di abete bianco (Abies alba).
Microscopia: spore ovoidali, lisce, ialine
Esemplare giovane con verruche ben evidenti
Strisce o cerchi di numerosi esemplari
Particolare dell'anello
Commestibilità: Nonostante il fungo sia considerato velenoso dalla legislazione italiana (provoca sindrome panterinica), fino al diciannovesimo secolo e ancora oggi in alcune zone del mondo, è consumato dopo previo trattamento (marinatura o bollitura). Bisogna ricordare però che la percentuale di elementi tossici presenti in una determinata specie varia da territorio a territorio, da raccolta a raccolta e persino da soggetto a soggetto; questo spiegherebbe abitudini alimentari cosi distanti nel mondo nonostante si parli del medesimo fungo.
Note: La A. Muscaria è un fungo psicotropico usato da sempre; testimonianze storiche, come manufatti e pitture murali, testimoniano che le sue proprietà allucinogene erano conosciute sin dai tempi antichi e che tale fungo venisse utilizzato per riti religiosi in tutto il mondo. Questi effetti sono imputabili alla presenza combinata di acido ibotenico, muscimolo e muscazone. Queste molecole sono in grado di indurre uno stato di intossicazione con fenomeni di eccitazione, sedazione, allucinazioni e movimenti spasmodici a cui possono seguire sonnolenza, bradicardia, delirio e perdita di coscienza. Le allucinazioni prodotte dal fungo sono sia di tipo uditivo che visivo. Nonostante questo la legislazione italiana non ha inserito il fungo (né le sostanze che lo compongono) nella tabella contenente le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilianza dello stato. Per cui la A.Muscaria, come in molti altri paesi europei, può essere legalmente comprata, venduta e posseduta. Solo in Luoisiana (Stati Uniti) l'utilizzo del fungo può reputarsi legale solo per scopi estetici o paesaggistici.
Indagini Molecolari:
Tipici esemplari in ambiente
Reazioni Macrochimiche:
News:
Autore Scheda: Cristian Cucchiara   Autore Foto: Cristian Cucchiara

Nota bene e raccomandazioni
I DATI RIPORTATI NELLA PRESENTE SCHEDA DERIVANO DALLO STUDIO MACROSCOPICO E MICROSCOPICO DEL FUNGO RACCOLTO DALL’AUTORE CONSULTANDO LA LETTERATURA DI SETTORE DISPONIBILE.GLI STESSI DATI VENGONO PUBBLICATI AI FINI DIVULGATIVI ED IN PARTICOLARE PER LA COMMESTIBILITA’ CHE, RICORDIAMO, PUO’ ESSERE DICHIARATA SOLO DALL’ISPETTORATO MICOLOGICO DELLA ASL O DA MICOLOGI ISCRITTI ALL’ALBO NAZIONALE, IL GRUPPO MICOLOGICO CECINESE E GLI AUTORI DELLE MEDESIME SCHEDE DECLINANO OGNI RESPONSABILITA’ DERIVANTE DA UN INAPPROPRIATO COMPORTAMENTO DI TERZI IN MERITO AL CONSUMO DEI FUNGHI.

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