Il nome della specie è di incerta derivazione, forse dal nome di una pianta non ben identificata citata da "Plinio" oppure con il richiamo alla città di Damasco. Il nome volgare invece è "Elleborina bianca" o "Elleborina pallida".
Infiorescenza
Particolare del fiore
Descrizione:
Pianta di aspetto robusto e di media stazza (fino a 60 cm) con foglie ovate ellittiche abbraccianti il fusto, più piccole le cauline. L'infiorescenza è lassa con 2-12 fiori di colore bianco-crema, solitamente socchiusi. Questi sono formati da sepali ovati lanceolati con petali conniventi, più corti. Il labello, privo di sperone, è formato da 2 parti separate da una strozzatura; quella esterna è concava con apice acuminato e con macchia centrale gialla solcata da creste longitudinali, mentre la parte interna è sacciforme. Il ginostemio è colonnare, senza rostro.
Impollinatori:
Generalmente la pianta si autoimpollina, ma può venire fecondata da vari imenotteri che scambiano le creste gialle sul labello per stami ricchi di polline.
Foglie abbraccianti il fusto
Piante in ambiente
Habitat e simbiosi:
Cresce in luoghi ombrosi ed umidi o all'interno di boschi, maggiormente in zone montana, meno frequente altrove.
Fonti:
"Orchidee d'Italia" - Guida alle orchidee spontanee - GIROS