Regno: · Phylum: · Classe: · Ordine: · Famiglia:
Autore: (Alessio & Littini) Gelardi, Vizzini & Simonini (2014)
Pulchroboletus roseoalbidus
Cappello
Imenoforo e gambo
Viraggio della carne
Ambiente: Tipico dei querceti (<i>Quercus cerris, Q. pubescens, Q. suber</i>) con presenza di cisto ma lo si è reperito anche nei castagni (<i>Castanea sativa</i>), sia con crescita singola che cespitosa nella tarda estate anche semplicemente con la condensa notturna che bagna il terreno arido estivo. Infatti la nascita in un periodo solitamente poco proficuo per la raccolta funghi lo rende un fungo molto raro, rilevando sporadiche segnalazione in alcune zone assolate e calde d'Italia.
Cappello: Diametro fino a 10-12 cm, da convesso ad appianato con margine irregolarmente sinuoso e leggermente involuto. Cuticola asciutta, rosato biancastra e sfumature crema-rosato.
Imenoforo: Tubuli lunghi adnati al gambo leggermente decorrenti come nel genere <i>Xerocomus</i>, gialli poi giallo-verdastri con pori piccoli e gialli nei giovani esemplari che si allargano fino ad angolosi e di colore giallo-verdastro a maturità viranti marcatamente al blu/violetto/nero alla pressione.
Stipite: Giallo con toni rosso-brunastri alla base, tozzo con base rastremata o sinuoso ed allargato all’apice (vedasi foto) , pieno, punteggiato grossolanamente nella zona mediana ed inferiore; spesso concresciuto con il gambo di carpofori vicini. Virante al blu-nero alla manipolazione.
Carne: Soda e compatta nei giovani poi molle, di colore crema-giallognola con toni rosati sotto la cuticola e sopra i tubuli; giallo-crema nel gambo con viraggio irregolare verso il grigio-bluastro. Odore fungino nei giovani poi sgradevole nei vecchi esemplari (come di colla), sapore mite.
Piximetre 5.10 R 1541 : 4/10/2021 - Indagine effettuata a Cristian Cucchiara
(13.3) 13.7 - 15.1 (16.6) X (6) 6.1 - 6.88 (6.9) µm
Q= (2.1) 2,12 .2.4 (2.5) ; N = 10
Me = 14,6 X 6.6 µm ; Qe = 2.2
ife della cutis
Spore
Basidio con spore
In base al precedente inquadramento sistematico può essere ritento commestibile seppur non ci sia una casistica ampia a testimoniarne il consumo.
Riteniamo corretto dissuadere il lettore dal consumarlo, vista la sua rarità .
Siamo di fronte a una specie rara e poco descritta in letteratura: fu Giuseppe Lettini nel 1986 in Gallura (Sardegna) a ritrovarlo e nel 1987 ad essere descritta dallo stesso e da Carlo Luciano Alessio che la inserirono nel Genere <i>Xerocomus</i> con il nome di <i>Xerocomus roseoalbidus</i>.Nel 2014 l'osservazione morfologica più accurata e gli studi filogenetici condotti dai micologi Gelardi, Simonini e Vizzini hanno riposizionato la specie nel Genere <i>Pulchroboletus</i>.
Tutte le schede micologiche presenti in questo archivio sono parte del patrimonio scientifico del Gruppo Micologico Cecinese. La loro realizzazione è frutto del lavoro dei soci della Segreteria Scientifica e sono pubblicate con autorizzazione del Gruppo.
In caso di utilizzo in pubblicazioni scientifiche, si richiede di citare il compilatore della scheda e il Gruppo Micologico Cecinese APS. Un ringraziamento all’autore della scheda Andrea Cristiano e Carlo Giglio e delle fotografie Antonio Albanese (principale),Andrea Cristiano, Cristian Cucchiara (micro).
Le informazioni sulla commestibilità hanno scopo divulgativo: la valutazione ufficiale può essere effettuata esclusivamente dall’Ispettorato Micologico della ASL o da micologi iscritti all’albo.