Regno: · Phylum: · Classe: · Ordine: · Famiglia:
Autore: (Gray) Boud. (1907)
Sarcoscypha coccinea
Apotecio con bordo fessurato
Interno sericeo dell'apotecio
Esemplari interrati, ma su residui di legno
Ambiente: Ritrovamento effettuato nel mese di febbraio, su resti di latifoglie (Quercus sp.) presenti a terra, in ambiente umido.
Cappello: Apoteci di dimensione variabile da 1 a 3 cm circa, di colore rosso vivo all'interno e rosato all'esterno. La forma a coppetta non appare sempre regolare, e può avere un bordo anche molto fessurato. La parte interna è sericea e liscia, più vellutata e pruinosa quella esterna. La base appare leggermente villosa, con peli di colore bianco.
Imenoforo: Si trova nell' interno dell'apotecio, che è appunto la parte in cui sono prodotti gli aschi.
Stipite: è presente un brevissimo stipite ben inserito nei residui legnosi, ma non è visibile chiaramente in tutti gli esemplari.
Carne: Di colore rosato, senza particolari odori, consistenza cerosa, sottile e fragile.
Le poche specie di Sarcoscypha presenti in Italia sono tutte identiche come aspetto macroscopico. Una di esse, S. jurana, si differenzia per l'ambiente di crescita che sembra essere esclusivamente il tiglio. La forma delle spore ci aiuta a distinguerla da S. austriaca: in quest'ultima le estremità delle spore sono appiattite.
In S. coccinea le spore sono allungate, con estremità ottuse, ialine, pluriguttulate. Sono visibili, in acqua, parafisi contenenti il pigmento rosso.
Aschi e parafisi con pigmento
Numerosi aschi con spore
Spore pluriguttulate
Non necessarie
Di nessun interesse alimentare, ma contiene comunque acido elvellico che la rende tossica.
Nessuna nota disponibile.
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