Scheda n° 4

Hygrophorus russula

Regno: · Phylum: · Classe: · Ordine: · Famiglia:

Autore: (Schaeff. ex Fr.) Kauffman (1918)

Foto principale di Hygrophorus russula

Hygrophorus russula

Particolari morfologici

Lamelle

Lamelle

Gambo

Gambo

Confronto con <i>H penarioides<i/>

Confronto con <i>H penarioides<i/>

Ambiente e dati di raccolta

Ambiente: Specie tipica dei boschi mediterranei di latifoglie (quercia), in autunno anche inoltrato. Questo fungo cresce seminascosto tra le foglie e tra i sassi.

Descrizione macroscopica

Cappello: Diametro fino a 18 cm, robusto, prima globuloso-emisferico, poi convesso o piano, con umbone largo e margine eccedente; cuticola liscia, separabile; fibrille o macule innate rosso vinoso-porpora su fondo bianco-rosato, concentrate al centro; viscido con pioggia o umidità.

Imenoforo: Lamelle adnate o subdecorrenti, sinuose, con filo ondulato in vecchiaia, rade e talora anche forcate; invecchiando, il filo lamellare diventa rosso vinoso o anche di giallo in tempo asciutto e gelido.

Stipite: Solitamente fino a 15 cm di altezza × 1-2,5 cm di diametro, cilindrico, pieno e sodo; può essere tozzo e panciuto ma anche slanciato e ricurvo, bianco poi con venature rosso-porpora; può presentare delle macchie gialline in base al clima rigido o al vento. Senza anello.

Carne: Bianca, consistente, soda, fibrosa. Odore leggero fungino, sapore mite, talvolta leggermente amarognolo specialmente se ritrovato sotto leccio e dopo vento e clima rigido.

Microscopia

Basidi claviformi con 4 spore, dimensioni 6-9 × 4-4,5 µm. GAF presenti ovunque, spore 6,5-9 × 5-6,5 µm, ellittiche/ovoidali, lisce, monoguttulate con apicolo.

Fibrille del cappello

Fibrille del cappello

Sporata in massa

Sporata in massa

Margine del cappello

Margine del cappello

Reazioni chimiche

Non eseguite per la facile riconoscibilità della specie.

Dati molecolari (BLAST)

Nessun dato BLAST disponibile per questo campione.

Commestibilità

Commestibile, asportando la cuticola. Raccolto moltissimo nelle regioni italiane centromeridionali. Diventa giallognolo alla cottura. Ritenuto da molti una specie poco apprezzabile viene conservato sott'olio, ma la sua carne soda lo rende gustoso cucinato con i fagioli e le salsicce come da tradizione toscana.

Note

Molto simile ad <i>H. erubescens</i>, commestibile, ma più chiaro nei cromatismi e con crescita sotto aghifoglia, ha sapore amaro, lamelle più rade, spore leggermente più piccole e gambo-lamelle con tendenza ad ingiallire, raramente di latifoglie. In letteratura troviamo <i>H.purpurascens</i> (Alb. &Schweiniz. : Fr.) Fr., specie rara, pure questa rossiccia, ma con una cortina velata che lascia la traccia di un anello sul gambo bianco; ha inoltre il filo delle lamelle rosso.<i>H.fragicolor</i> Papetti= H.persicolor</i> Ricek, ha un cappello di un delicato color rosa uniforme e carne sempre amara alla base del gambo; questa specie, tuttavia, non è considerata valida da alcuni autori.Infine segnaliamo <i>H.capreolarius</i> (Kalchbr.) Sacc., specie ben delineata, con cappello, lamelle e gambo di un rosso più cupo rispetto le altre specie della medesima sezione. <i>H. russula</i> è abbastanza raro in Italia settentrionale ma è senz'altro una delle specie più conosciute ed apprezzate nelle zone temperate calde. Cromatismi tipici del cappello con prevalenza di rosso su fondo bianco, non si presta a confusioni; si tratta quindi di un fungo molto facile da riconoscere.

Uso dei dati, citazioni e avvertenze

Tutte le schede micologiche presenti in questo archivio sono parte del patrimonio scientifico del Gruppo Micologico Cecinese. La loro realizzazione è frutto del lavoro dei soci della Segreteria Scientifica e sono pubblicate con autorizzazione del Gruppo.

In caso di utilizzo in pubblicazioni scientifiche, si richiede di citare il compilatore della scheda e il Gruppo Micologico Cecinese APS. Un ringraziamento all’autore della scheda Andrea Cristiano e delle fotografie Andrea Cristiano.

Le informazioni sulla commestibilità hanno scopo divulgativo: la valutazione ufficiale può essere effettuata esclusivamente dall’Ispettorato Micologico della ASL o da micologi iscritti all’albo.