Scheda n° 392

Puccinia allii

Regno: · Phylum: · Classe: · Ordine: · Famiglia:

Autore: F. Rudolphi (1829)

Foto principale di Puccinia  allii

Puccinia allii

Particolari morfologici

Nella foto principale foglia di aglio con uredosori, sotto sono invece visibili i teleutosori

Nella foto principale foglia di aglio con uredosori, sotto sono invece visibili i teleutosori

Tessuto infetto al microscopio

Tessuto infetto al microscopio

Uredosoro con spore

Uredosoro con spore

Ambiente e dati di raccolta

Ambiente: L'aglio selvatico è specie molto comune, il fungo parassita è presente in tutto l'areale dell'ospite nonché sulle coltivazioni creando anche gravi problemi.

Descrizione macroscopica

Cappello: Si tratta di un fungo basiodiomicete agente di ruggine, è molto piccolo, solo le sue strutture riproduttive si individuano a occhio nudo sulla pianta ospite, che in questo caso è <i> Allium vineale</i> ma può trattarsi di qualsiasi specie di aglio anche coltivata.

Imenoforo: La ruggine inizia il suo ciclo in primavera su piante di aglio selvatico , si manifesta inizialmente con piccole lesioni circolari di colore chiaro lungo le nervature fogliari, le lesioni diventano pustole gialle polverulente (uredeosori) e vengono prodotte uredospore che andranno a infettare altre piante. Con l'avanzare della stagione sulle stesse foglie possiamo trovare pustole nerastre, i teleutosori, in cui vengono prodotte teleutospore. Queste ultime, con parete spessa, sono destinate a cadere a terra con i residui vegetali conservandosi per la stagione successiva, quando andranno a generare basidi per ricominciare il ciclo.

Stipite: Assente

Carne: Assente

Microscopia

Sono state osservate in massa uredospore echinulate, di colore giallo, e teleutospore formate da due setti di misura media 52 µm x 21 µm, misura che serve a distinuere la specie da P. porri, praticamente identica ma con teleutospore nettamente più piccole.

Uredodori con spore

Uredodori con spore

Uredospore

Uredospore

Uredospore con parete echinulata

Uredospore con parete echinulata

Reazioni chimiche

Teleutospore

Teleutospore

Teleutospore

Teleutospore

Teleutospore

Teleutospore

Dati molecolari (BLAST)

Nessun dato BLAST disponibile per questo campione.

Commestibilità

No

Note

Le ruggini sono malattie delle piante tra le più diffuse e causano danni economicamente rilevanti in molte parti del mondo. Si può dire che questi munuscoli funghi di cui al giorno d'oggi non si sente parlare, hanno più volte cambiato la storia e influenzato la vita dell'uomo. A questo proposito, riporto un breve estratto del libro "Le malattie delle piante che hanno scritto la storia umana" di Silvia Kuna Ballero
"<i>Prendiamo le infestazioni del genere Triticum (il frumento) su cui si è sempre basata la sussistenza della maggior parte della popolazione terrestre. Pare che sin dall’inizio il grano si sia evoluto nel Medio Oriente insieme a una sua malattia, quella della ruggine rossa, causata dal fungo Puccinia persistens triticina. Al flagello della ruggine rossa si può far risalire l’episodio biblico secondo cui Giuseppe, venduto in Egitto come schiavo dai suoi fratelli, si sarebbe guadagnato il favore del faraone accumulando scorte di grano per affrontare i sette anni di raccolti scarsi, profetizzati in sogno dal faraone stesso; secondo gli storici, all’epoca delle vicende narrate, il clima in Egitto sembrava in effetti propizio al diffondersi della pestilenza.Nel 700 circa a.C., le difficoltà causate ai Romani dalla ruggine del grano erano tali da indurre i sacerdoti a creare un’apposita divinità, il dio Robigus (che in età imperiale cambiò genere e divenne la dea Robigo), un nume ostile da placare tramite celebrazioni speciali. Le Robigalie si svolgevano il 25 aprile, nel mese in cui la ruggine rossa faceva la sua comparsa nei campi. Nei secoli successivi il frumento si diffuse nel Nord Europa, apparentemente senza che in un primo periodo si propagasse anche la ruggine. Quest’ultima si espanse comunque in epoca medievale, verso l’800 d.C., tramite la diffusione del crespino (Berberis vulgaris) che la ospita. Nelle primavere umide dell’Europa centrale, la ruggine trovò il clima ideale per prosperare; i raccolti furono gravemente colpiti e per sfuggire alle carestie gli autoctoni presero l’abitudine di mangiare pane di segale, un cereale meno vulnerabile alla ruggine....

Uso dei dati, citazioni e avvertenze

Tutte le schede micologiche presenti in questo archivio sono parte del patrimonio scientifico del Gruppo Micologico Cecinese. La loro realizzazione è frutto del lavoro dei soci della Segreteria Scientifica e sono pubblicate con autorizzazione del Gruppo.

In caso di utilizzo in pubblicazioni scientifiche, si richiede di citare il compilatore della scheda e il Gruppo Micologico Cecinese APS. Un ringraziamento all’autore della scheda Arianna Martolini e delle fotografie Arianna Martolini e Cristian Cucchiara.

Le informazioni sulla commestibilità hanno scopo divulgativo: la valutazione ufficiale può essere effettuata esclusivamente dall’Ispettorato Micologico della ASL o da micologi iscritti all’albo.