Regno: · Phylum: · Classe: · Ordine: · Famiglia:
Autore: Pilát (1959)
Cantherellus pallens
Cappello gialli
Pliche o venature dell' imenoforo
Esemplari in ambiente
Ambiente: Cresce sia nei boschi di conifere che latifoglie fino a quote appenniniche dal mese di maggio fino a novembre.
Cappello: Diametro fino a 10 cm raramente oltre, convesso, piano e poi sempre più depresso al centro con bordo irregolarmente lobato-ondulato di colore giallo chiaro, giallo, giallo-arancio con fine pruina bianca asportabile.
Imenoforo: Costolature e venature decorrenti, concolori o più chiare del cappello, anastomizzate ovvero collegate tra tra lo con ulteriori venature.
Stipite: Alto fino a 8-10 cm, concolore al cappello o con base biancastra, pruinoso da giovane, pieno, liscio.
Carne: Bianca o leggermente giallastra con odore fruttato sapore gradevolmente.
Spore 8-10 × 4-7 µm, ellittiche, giallastre. Non si rilevano nel Genere <i>Cantharellus</i> significative diversità negli elementi microscopici tra alle diverse specie ma l'osservazione macroscopica e l'ambiente di nascita indirizzato la determinazione delle stesse.
Non effettuate.
Commestibile.
Fungo commestibile, molto ricercato. <i>Cantharellus amethysteus </i>, giallo, ma con squame adnate, violette sul cappello, <i>Cantharellus ferruginascens</i> tende a macchiarsi di bruno rugginoso in ogni sua parte invecchiando o dopo manipolazione, <i>Cantharellus friesii</i> ha colore arancio vivo e dimensioni minori, <i>Cantharellus ianthinoxanthus</i> ha tonalità giallo-bruno olivastre. <i>Cantharellus Cibarius</i> non arrossisce alla manipolazione ed emette un profumo assimilato agli agrumi. <i>Cranterellus melanoxeros</i> ha tonalità gialle con zone nerastre per invecchiamento o tocco, inoltre risulta avere un gambo da midolloso a completamente cavo.<i>Cantharellus lilacinopruinatus</i>=<i>Cantharellus alborufescens</i> ha un portamento più robusto fin da giovane, aspetto bianco che tende ad ingiallire con sfumature lilla sul cappello, tipico dei querceti.
È il fungo povero di micosina e pertanto facilmente digeribilità digeribile dall'intestino umano, si raccomanda comunque di non fare pasti abbondanti. In Toscana la specie chiamato volgarmente “<i>galletto</i>†e talvolta erroneamente accreditato come <i>C.cibarius</i> del quale non sono statti registrati ritrovamenti sul territorio toscano ma tipico delle zone alpine.
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In caso di utilizzo in pubblicazioni scientifiche, si richiede di citare il compilatore della scheda e il Gruppo Micologico Cecinese APS. Un ringraziamento all’autore della scheda Andrea Cristiano e delle fotografie Andrea Cristiano.
Le informazioni sulla commestibilità hanno scopo divulgativo: la valutazione ufficiale può essere effettuata esclusivamente dall’Ispettorato Micologico della ASL o da micologi iscritti all’albo.