Scheda n° 280

Macrolepiota procera

Regno: Eukaryota · Phylum: Basidiomycota · Classe: Agaricomycetes · Ordine: Agaricales · Famiglia: Agaricaceae

Status: accepted ·

Autore: Singer (1948)

Foto principale di Macrolepiota procera

Macrolepiota procera

Particolari morfologici

Imenoforo a lamelle con anello doppio

Imenoforo a lamelle con anello doppio

Zebratura del gambo

Zebratura del gambo

Bulbo alla base del gambo

Bulbo alla base del gambo

Ambiente e dati di raccolta

Ambiente: Cresce dalla primavera all'autunno nelle radure assolate dei boschi di latifoglie e conifere o nei prati e pascoli marginali.

Descrizione macroscopica

Cappello: Diametro anche fino a 40 cm; ovoidale poi convesso ed infine piano con umbone liscio centrale. Superficie biancastra o nocciola, sfrangiata all'orlo e coperta di scaglie brunastre concentriche più fitte al centro e sempre più diradate verso il margine.

Imenoforo: Lamelle fitte, alte, ventricose, libere al gambo, bianche o con sfumature rosee, poi giallastre e brune al tocco o con l'invecchiamento.

Stipite: Alto fino a 50 cm, slanciato, cilindrico, duro, fibroso, farcito poi cavo, con evidente bulbo basale, biancastro o crema con zebrature brune, più o meno liscio sopra all'anello. Anello ampio, doppio, scorrevole sul gambo con orlo lacerato, bianco sopra e brunastro sotto.

Carne: Soffice e tenera al cappello e fibrosa al gambo, bianca con leggero viraggio al rosa al taglio. Odore tenue fungino e buon sapore di nocciola.

Microscopia

Cheilocistidi 40 x 12 µm, clavati o cilindrici. Spore 15-20 × 9-15 µm, ellittiche, bianche, lisce, metacromatiche con vistoso poro germinativo.

Esemplari in ambiente

Esemplari in ambiente

Esemplare in ambiente

Esemplare in ambiente

Esemplari in ambiente

Esemplari in ambiente

Reazioni chimiche

Non effetuate.

Dati molecolari (BLAST)

Nessun dato BLAST disponibile per questo campione.

Commestibilità

Commestibile ben cotto

Note

<i>M. procera</i> è tossico da crudo e quindi per essere consumato deve essere ben cotto. Il gambi essiccato e tritato è commestibile rilasciando lo stesso sapore ed odore della carne del cappello. <i>Chlorophyllum rhacodes</i>, tipica delle zone montane, ha scaglie più ampie e profonde, gambo privo di zebrature e carne che arrossa velocemente al taglio così come per <i>Chlorophyllum brunneum</i> tipico delle zone meditterane.<i>M. escoriata</i> presenta una tipica lacerazione della pellicola al margine del cappello e gambo privo di decorazioni ma pruinoso feltrato ed appena sfumato, <i>M. konradii</i> ha cuticola tipicamente lacerata a forma di stella e <i>M. mastoidea</i> dal classico cappello che ricorda una mammella con umbone aguzzo ha squame molto fitte e lieve decorazione screziata sul gambo.
Per determinate la specie si deve fare riferimento al fungo adulto e quindi con cappello completamente aperto e gambo sviluppato evitando di raccolgiere esemplari non adulti che posso essere scambiati non altre specie fungine (come per esempio le tossiche <i>Lepiota</i>)nate con dimensioni maggiori dal solito.

Uso dei dati, citazioni e avvertenze

Tutte le schede micologiche presenti in questo archivio sono parte del patrimonio scientifico del Gruppo Micologico Cecinese. La loro realizzazione è frutto del lavoro dei soci della Segreteria Scientifica e sono pubblicate con autorizzazione del Gruppo.

In caso di utilizzo in pubblicazioni scientifiche, si richiede di citare il compilatore della scheda e il Gruppo Micologico Cecinese APS. Un ringraziamento all’autore della scheda Andrea Cristiano e delle fotografie Andrea Cristiano.

Le informazioni sulla commestibilità hanno scopo divulgativo: la valutazione ufficiale può essere effettuata esclusivamente dall’Ispettorato Micologico della ASL o da micologi iscritti all’albo.