Immagine principale dell'erba Pancratium maritimum

Sezione Botanica - Erbe

Pancratium maritimum L. 1753 (Giglio di mare, narciso di mare, pancrazio)

Famiglia

Liliaceae (Amaryllidaceae APG)

Radici

Lunghe radici che nascono da grossi bulbi subglobosi perenni, con tunica esterna di colore marrone.

Fusto

Dritto e liscio.

Foglie

Verdi, lisce e lineari, attenuate agli apici, tutte basali che appassiscono con lo spuntare dei fiori.

Fiore

Infiorescenza ad ombrella che porta i grandi fiori ermafroditi, sessili, imbutiformi, di colore bianco candido e tipicamente profumati. Sono formati da 6 tepali petaloidei sottili e bianchi, con una striscia mediana giallo-verdastra posta sull’esterno. I sepali fusi tra loro formano una paracorolla composta da 6 lobi biforcati all'apice che danno origine a 12 denti triangolari. Dai lobi dipartono 6 stami bianchi con le antere gialle.

Frutti

Capsula ovoide, coriacea, che a maturità si apre liberando dei semi angolosi, neri, leggeri e di consistenza spugnosa, che ne consentono il galleggiamento in mare e la conseguente propagazione sulle coste tramite le correnti.

Habitat

Pianta tipica delle zone costiere sabbiose, dal mediterraneo, alle coste europee dell'oceano Atlantico, fino al mar Nero. Colonizza l'ambiente dunale regalando, da giugno a settembre, spettacolari fioriture. E' considerata una specie protetta e la sua raccolta è quindi vietata. Non è una specie rara, anche se l'antropizzazione delle coste e l'abbattimento delle dune, fa si che il suo areale di crescita sia sempre più rarefatto. Gli esemplari qui fotografati sono stati trovati in località Pianetti, tra Marina di Castagneto e San Vincenzo, in un areale, che nonostante la recente costruzione di uno stabilimento balneare e qualche villetta di troppo, preserva qua e la un ambiente dunale pressochè intatto.

Commestibilità

Velenoso

Note

Pianta di notevole bellezza, che punteggia, con i suoi bellissimi fiori, le dune ancora intatte dei nostri litorali sabbiosi. Il suo profumo è delicato, ma durante la fioritura, specialmente nelle serate estive senza vento, diventa molto intenso. E' una pianta che per questo viene coltivata e commercializzata a scopo ornamentale. E' usata nella cultura Africana ed Asiatica come potente medicinale, anche se noi consideriamo questa pianta, come tutti i <i>Pancratium<i/> , specie tossica, poichè contiene alcuni alcaloidi con proprietà allucinogene e cardiotossiche. Una curiosità: se osservata bene, nel periodo di fruttificazione, si può scorgere la presenza, talvolta invadente, dei bruchi della falena <i>Brithys crini pancratii<i/> che si cibano prettamente delle foglie e dei frutti della pianta. Questi presentano una colorazione, bianco-nera, che serve a mettere in guardia i predatori sulla propria commestibilità, dal momento che i principi tossici assunti dalla pianta, rendono i bruchi disgustosi. Solo un Coleottero, il <i> Scarites buparius <i/>, sembra non essere disturbato dalla tossicità dei bruchi, diventando così il loro principale predatore.

Crediti

Cucchiara Cristian — Autore Foto: Cucchiara Cristian

Dettaglio 1: Il fiore del pancrazio
Il fiore del pancrazio
Dettaglio 2: I frutti contenenti i semi
I frutti contenenti i semi
Dettaglio 3: Bruchi della falena <i> Brithys crini pancratii <i/>
Bruchi della falena <i> Brithys crini pancratii <i/>

NOTA BENE E RACCOMANDAZIONI
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