Sezione Botanica - Erbe
Lamiaceae
Secondarie da rizoma che si presenta fittonante ed ingrossato.
Eretto, tetragono, legnoso e ramificato, ricoperto da peluria.
Le basali si presentano picciolate, disposte in rosetta, con nervatura evidente e margine leggermente lobato; le cauline, più piccole, sono sessili talvolta semiabbraccianti il fusto. Entrambe si presentano di aspetto rugoso, con la pagine inferiore irsuta.
L'infiorescenza è a spiga dove i fiori si presentano di un bel colore azzurro-viola più o meno acceso, raramente rosa o biancastri e sono portati da un breve pedicello. L'insieme dei petali forma un tubo bilabiato, dove il labbro superiore è ricurvo, simile ad un cappuccio, e quello infiore è trilobato. Gli stami sono due e sono fertili e fungono da leve per l'impollinazione; con un meccanismo a bilancia il peso dell’insetto che entra nel fiore fa spostare e abbassare gli stami dall’alto che sfiorando il dorso di questo lo cospargono di polline.
I frutti sono piccoli tetracheni.
Pianta di diffusione euro-mediterranea, molto comune nelle zone montane dove spesso ha una crescita abbondante. E' praticamente assente nel sud Italia e sulle Isole maggiori. Predilige prati, pascoli montani, luoghi asciutti e soleggiati, talvolta anche ai bordi delle strade.
Commestibile
La salvia selvatica è da sempre stata raccolta specialmente per uso erboristico essendo considerata sin dall'antichità una panacea per ogni male. Non a caso il nome "Salvia" deriva dal latino “sà lvus†= salvo, o “salvere†= star bene, godere di buona salute. Ha infatti proprietà antisettiche, antimicotiche, antinfiammatorie, ipoglicemiche, toniche, digestive, e antidepressive. A livello culinario, non è profumata, come la sorella domestica, ma può essere consumata alla stregua di questa, per insaporire sughi o minestre e le sue foglie possono anche essere gustate fritte.
Cucchiara Cristian — Autore Foto: Cucchiara Cristian
NOTA BENE E RACCOMANDAZIONI
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